lunedì 8 febbraio 2016

Capitolo 9

Un'allerta visivo avviso' la Mender che c'era una comunicazione in arrivo sul suo videodispositivo. Era Valtoriani. La Mender resto qualche istante in dubbio se rispondergli o meno, Al diavolo, si disse, dal momento che aveva l'IT455 acceso Valtoriani conosceva comunque la sua posizione. Quindi rispose.
-Tutto bene? Sono sullo shuttle, arrivero' tra un paio di evanteli.
-Tutto bene non direi, gli urlo' la detective della Investio.
-Che e' accaduto?
-Hanno tentato di eliminarmi.
-Chi?
-Tanto non ci crederesti.
-Dimmelo...dimmi almeno se stai bene.
-Si, sto bene...comunque ho potuto interrogare uno degli assalitori, prima che fosse ucciso da un chip che probabilmente gli avevano impiantato, con un comando a distanza.
-E' stata la Investio, vero?
-Come diavolo fai a saperlo?
-Intuito, disse Valtoriani.
-Intuito o sei stato tu a dire  a loro dov'ero?
-Non lo devi pensare neanche per celia.
La Mender tacque per un po'.
-Sandra...devi fidarti di me, non ti farei mai del male!
-Non lo so...non credo piu' a nessuno.
-Cerca di nasconderti. Dammi una posizione in cui incontrarti e poi disattiva l'IT455.
La Mender taceva.
-Capito cosa ti ho detto?
-Si...maledizione...si...ci troviamo nel quadrante 11 di Fortal...ma ti cerchero' io. Tu vai in quel quadrante della citta', poi provvedo io a rintracciarti.
-Va bene. Ora chiudo. Ma non fare sciocchezze. Io sono dalla tua parte.
La Mender chiuse la comunicazione e poi disattivo' l'IT455.
Aveva con se nello zainetto di servizio, una mappa di Fortal. Cerco' di orientarla. E si diresse verso il quadrante 11. Ci avrebbe messo un bel po' per arrivare. Ma sicuramente ce l'avrebbe fatta prima di Valtoriani. Ora era tesa come una corda di orbanio. Il gioco avrebbe cominciato a condurlo lei.

Ci mise un evantelo quasi ad arrivare nel quadrante 11. Attraverso' a piedi tutta Fortal. Di notte, sgusciando come un animale del sottosuolo, di strada in strada, di muro in muro. Qua e la' vigilanti delle carceri e inservienti di allevamenti di tender. Ma anche parecchie prostitute, bande di aviociclisti armati e pericolosi, persone riverse sulle strade abbandonate a se stesse. Derelitti. La Mender non sopportava quelle scene. Era vero, su Dissesto era tutto amplificato. E avrebbe voluto volentieri vedere quelle persone reagire, riprendersi le proprie vite. Anziche' drogarsi e lasciarsi andare. Dissesto era una periferia dell'impero dei Ramiani, un satellite di Orio. Ma avrebbe preferito vedere che quella gente andasse a ingrossare le fila degli insurgentes. E forse era per questo che Valpetinge era rimasto li. Perche' poteva essere terreno fertile per le sue manovre terroristiche. Ognuno di quei tossicomani, ciascuno di quei derelitti, avrebbe fatto qualsiasi cosa per continuare a drogarsi, a perdersi, a suicidarsi piacevolmente a orologeria ma inevitabilmente. Valpetinge aveva un potenziale esercito di killer di Volpos. Anche se il suo disegno era in parte giusto e le sue valutazioni sul complotto dei volpos, fondate, non era quella la strada giusta. Il sangue chiama sangue, penso' Sandra Mender. E se anche lei voleva assistere al tramonto dei Ramiani, non doveva essere in quel modo. Ma sotto la spinta di un'opinione pubblica ben informata dei fatti e non eterodiretta dalle emissore di regime.

Si posiziono' all'interno di un kombinat disabitato. Al primo piano aveva il perfetto quadro della situazione dell'intero quadrante 11. Poteva vedere la maggior parte delle arterie che lo componevano. E se Valtoriani fosse passato di la', difficilmente sarebbe sfuggito alla sua vista.
Bevve un po' di liquidi che era riuscita a portarsi appresso. Brodaglie di fluidi animali molto energetiche. Infilo' la testa nel cappuccio, si sedette sui talloni, vicino ad un muro all'interno del kombinat. E attese.
Ogni tanto dava uno sguardo fuori. Ma ancora niente.
Poi ad un tratto lo vide. Fu facile notarlo perche' era vestito con un completo di pelle bianco e nel lucore dell'illuminazione pubblica, era come fluorescente. Sandra Mender penso' che Valtoriani sapeva il fatto suo. Magari sarebbe stato notato anche da altri. Ma poteva cosi essere individuato da lei facilmente. 
Striscio' lungo un muro, scese al  piano inferiore del kombinat disabitato. Incontro' dei tossici de tutto innocui. Che anzi ebbero un moto di timore, quando la videro con il volto seminascosto dal cappuccio della felpa verde militare. 
Scese in strada e ando' incontro a Valtoriani. Lui camminava lentamete, in mezzo alla marmaglia di tutti quei soggetti che avevano ormai perso ogni straccio di vitalita'.Gente ingobbita dal peso del vivere. Falliti come esseri viventi. Inservienti di tender e vigilantes di carceri speciali. L'ultimo anello della catena degli individui del sistema in cui vivevano. Quando le fu vicino Valtoriani non la noto' subito. Cosi lei gli giro' intorno, e gli venne alle spalle. Lo prese per un braccio, tranquillizzandolo.
-Non fare una piega e seguimi senza parlare, gli disse.
Valtoriani la asseocndo' . Ma si percepiva dal suo viso che era felice di vederla. E la Mender lo percepi molto chiaramente. Anche se questo non avrebbe contribuito del tutto a sciogliere la sa riserva mentale.
Quando furono maggiormente in ombra, dietro un angolo, la Mender, meravigliando se stessa, lo abbraccio'.
Valtoriani la strinse a se'. Si baciarono frugalmente.
-Mi spieghi che cosa sta succedendo? le fece.
-Sta succedendo che non so piu' di chi mi devo fidare.
-Falla facile. Fidati di me.
-Ma perche' la Investio mi ha mandato dei killer?
-Non ne ho idea. E ti credo, comunque. Spesso fanno questi lavori sporchi. La Ivestio e' grande e non posso escludere che tu abbia inavvertitamente pestato i piedi a qualcuno sconvolgendone i piani.
-Ma chi puo' avere interesse, maledizione.
-Io un'idea ce l'avrei.
-Spara!
-Secondo me qualcuno non vuole che tu arresti Valpetinge. Mi sono fatto questa idea studiando i casi dei Volpos uccisi. Mentre ero sullo shuttle. Erano volpos di second'ordine e Valpetinge li ha scelti perche' non erano ben protetti militarmente. Le varie emissore stanno facendo in questo momento il loro sporco lavoro. Propagandano le morti dei volpos e hanno gia' trovato vari complici nella Investio che non tarda ad attribuire questi omicidi a degli insurgentes che mirano a sovvertire l'ordine costituito. 
-Che vuoi dire con questo ragionamento.
-Che i ramiani intendono sacrificare volpos di second'ordine per propagandare un attacco al loro potere da parte di forze che intendono instaurare l'anarchia. E come sai gli Orianiani sono sensibili a questi ragionamenti. Sono stati educati all'ordine.
-Quindi che facciamo?
-Dobbiano rientrare a Orio. E lasciar raffreddare la cosa. Far credere alla Investio che hai abbandonato il caso.
-Ma intanto ci saranno altre morti.
-Non sono preoccupato per questo. 
-Cosa ti preoccupa.
-Il fatto che se Valpetinge mangia la foglia studiera' altri metodi , piu' efficaci, per colpire il volpos di primo livello.
-Allora sei d'accordo che c'e' lui dietro i delitti dei Volpos! Ma i Volpos di primo livello sono inattaccabili. Misure di sicurezza impossibili da superare.
-Niente e' impossibile per chi ha in testa un disegno e vuole portarlo a termine a qualunque costo.
-Qualunque costo?
-Si...anche a costo di vittime innocenti. Orianiani che non c'entrano in questa disputa e che potrebbero restare vittime collaterali di un uso di armi in grado di compiere stragi . E noi questo lo dobbiamo impedire.
-Ma Valpetinge e' qui. Io l'ho incontrato. E ha ammesso che dietro questo c'e' lui.
-Lo so. Lo davo per scontato. Che avessi ragione. Ma non possiamo correre altri rischi riguardo alla tua incolumita' E poi sono sicuro che Valpetinge presto si trasferira' su Orio. Questione di pochi evanti.
-Ok, partiamo subito allora.
-Non prima di aver trascorso la notte insieme.
-Cos'e' vuoi esaudire l'ultimo desiderio di una condannata a morte? E se non fosse questo?
-Impossibile, disse Valtoriani. 
La Mender sorrise. E considero' che Valtoriani non fosse andato poi cosi lontano dalla realta'.

Nessun commento:

Posta un commento