La dimora di Rosencranz era nel quadrante 18 del barrio 65 di Sanisidro. Sandor Valtoriani colloco' la sua aviomobile in un silos di parking lì nei pressi. A piedi si avvicino' all'immenso stabile dove abitava Rosencranz. Herbert Rosencranz occupava tutto l'ultimo piano, non male per un Volpos di seconda linea.
Valtoriani si fermo' ad un chiosco dove vendevano snack di strada. Prese due involtini a base di erba gratica. Non erano facili da trovare , la maggior parte del,a gente mangiava involtini e sandwich di tender. Ringrazio' il venditore, un oraniano con i capelli a cresta di gallo. Valtoriani sospetto' che fosse uno zoariano, ma non si sentì di approfondire, Non in quel momento. Bevve un succo di martel vegetale, energizzante e rinfrescante. Poi si diresse verso lo stabile di Rosencranz. Quasi senza farsi notare aggiro' il guardiano d'ingresso e si catapulto' nel teletrasporto. In un tempo impercepibile fu all'ultimo piano. Fece due passi nel corridoio, un lungo corridoio illuminato da cristalli liquidi , pieno di porte che davano nello stesso appartamento. Ne trovo' una inspiegabilmente aperta. Comunico' con il trasmettitore a Sandra.
-Ho trovato una porta aperta.
-Sei stato preceduto, disse Sandra ancora intontita dal virus che le avevano iniettato.
-Prima di entrare dimmi come stai.
-Bene, mi sento abbastanza in forma.
-Bene, disse Valtoriani, in condizioni normali, con un opportuno lacvoro psichico il virus che ti hanno inoculato si puo' completamente debellare.
-Non ci credo molto, ma ci provero'.
-Credici, disse Valoriani, entro, aggiunse.
Con la pistola delta spianata fece ingresso da quella porta inspiegabilmente aperta e incustodita. Dentro c'era penombra, non si vedeva un granchè.
Valtoriani avazava. Prese un altro corridoio e lo percorse per un centinaio di metri, nel buio più assoluto, fidando solo sui suoi istinti da chirottero. Poi si trovo' di fronte ad un altra porta. Con un calcio la aprì. Dentro una lieve luce lo accolse. Cominciava a vedere qualcosa. Era strano, ma aveva fatto cento metri in quell'appartamento e non aveva incontrato nessuno. Si accorse che era la camera da letto del volpos.
Si avvicino' al letto. C'era un uomo che sembrava dormisse. Valtoriani gli si avvicino'. Lo scosse un poco. Ma l'uomo non si mosse. Poi lo scosse più forte fino a girarlo di faccia. Era vestito da volpos. Lo guardo' meglio. Era Rosencranz. Ed era morto, la gola squarciata. Accese il laser depotenziato della sua pistola e osservo' gli stessi segni degli atri delitti:pupille dilatata e lingua rosso fuoco. E la gola squarciata da un oggetto da taglio. Il sangue era fresco. Era accaduto da non molto. E lui, Valtoriani, era arrivato tardi
-Sandra...sono arrivato tardi. Ucciso come tutti gli altri.
-Adrem, impreco' la Mender.
-Do ancora un'occhiata e poi rientro.
-Ricevuto...stai attento , l'assassino potrebbe essere ancora lì.
-Ok, non ti preoccupare, staro' attento.
Esamino' la stanza. Non c'era traccia di colluttazione. L'assassino doveva essere uno che lo conosceva. Vicino all'enorme letto circolare c'era un tavolino e sul tavolino un bicchiere . Nel bicchiere c'era ancora un po' di liquido. Lo assaggio' versandosene sulla lingua qualche goccia. Avvertì un sapore acidulo di insetti. Doveva essere la stessa pozione ingerita dagli altri volpos che doveva avere lo scopo di fluidificare il sangue e farli morire dissanguati, Cosa che stava accadendo anche a Rosencranz. Che era già morto, pero'. Il sangue era stato assorbito dal materasso. A sinistra del letto, per terra, una siringa. Valtoriani la raccolse con la sua mano guantata. La esamino'. Il suo potente olfatto individuo' tracce di coternina, la potente droga afrodisiaca estratta dal midollo di Mongodattilo. Tutto come da copione.
Ad un tratto avvertì un rumore e si mise in guardia. Voci. Voci che provenivano dal fondo dell'abitazione. Voci concitate . Colse che parlavano in gergo operativo. Adrem, penso', agenti della Investio. Meglio togliere le tende.
Qualche evantino dopo, mentre agenti della Investio facevano irruzione nella camera da letto di Herbert Rosencranz, Valtoriani, senza aver lasciato alcuna traccia del proprio passaggio, stava scendendo dallo stabile con una fune , come un free climber, molleggiando alternativamente , di quando in quando, sui suoi stivaletti in fibra di albero di collargene, mano mano che scendeva verso il piano strada.
-Sono in strada, Sandra, rientro alla base.
-Trovato nulla?
-Le solite modalità. Rosencranz è stato eliminato secondo il copione classico delle altre uccisioni di volpos. Non sono potuto rimanere abbastanza per cercare altre tracce.
-Nessuna intuizione?
-L'assassino conosce le sue vittime...non c'erano segni di effrazioni ne' di colluttazioni. Resta da vedere se tutti volpos usano stupefacenti di proposito oppure ne sono indotti solo poco prima di morire. Dovresti dare un'occhiata agli esami sui cadaveri degli altri volpos.
-Ricevuto, mi metto la lavoro. Tu rientra alla base . Stai molto attento a non farti scoprire.
-Non preoccuparti. Gli anni passano ma io resto veloce. Sono uscito dalla stanza del delitto nell'esatto istante in cui entravano gli agenti della Investio. Più veloce di un'ombra. Quella che si staglia sinistra su questi delitti senza ancora un colpevole.
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