mercoledì 2 dicembre 2015

Capitolo 6

Lo shuttle atterro' in orario. La Mender che aveva viaggiato in incognito insieme ad altri passeggeri, con un bagaglio leggero, scese dalla scaletta mobile. Percorse una rampa su un ponte per una cinquantina di metri. Fuori era buio, oscurita' piena. La notte su Dissesto durava sei  o sette semievi. E il giorno anche. Una faccenda che aveva costretto il pianeta ad un aumento di allevamenti di tender le cui carni cubettificate, fornivano energia per illuminare abitazioni o altro. Il pianeta produceva cosi tanta energia che ne forniva ad Orano. Lontano dalle proteste dei filotenderisti che si battevano contro l'allevamento indiscriminato di tender .Nonostante gli animali venissero abbattuti senza  che provassero alcuna sofferenza . Con raggi addobbenti. L'animale si addormentava e moriva, senza soffrire. Ma ai tenderisti non bastava. Sostenevano che anche i tender avevano un'anima. Per i Ramiani, padroni assoluti della galassia, invece, i tender non avevano un anima ed era giusto sacrificarli per il benessere della collettivita' per i piu' svariati scopi. I tender aveano il muso allungato, orecchie piccole, gambe tozze e forti. Di vari colori, neri, bianchi, rosa e con tonalita' piu' o meno tenui, a volte miste. Si nutrivano di erba gratica. L'erba gratica era un arbusto spinoso che non possedeva alcuna proprieta', a parte piacere ai tender. Questo secondo molti. Secondo i Zoariani aveva proprieta' antisettiche e antiage. Ma i ramiani avevano proibito persino di affermarlo. L'erba gratica, per loro, era inutile per gli altri esseri viventi, serviva solo a nutrire i tender. Anzi, poiche' era spinosa e cresceva persino in giardini e parchi avvinghiandosi a piante piu' utili e belle, era ritenuta dannosa e riconoscevano ai tender la funzione  di spazzini della natura. 
Sandra Mender prese alloggio in un resort nei pressi della stazione d'arrivo degli shuttles. Sistemo' la sua roba e usci poco dopo. Indossava una tuta verde militare un po' sdrucita, non nuovissima, sempre per non dare nell'occhio. Ma una come lei, bella , in forma, bionda, non avrebbe potuto non essere notata. Non se ne preoccupava. Forse quello poteva essere un vantaggio. Forse Marcus Valpetinge , magari, avrebbe voluto sapere chi fosse quella donna dalle forme atletiche, oraniana, in giro per le strade di  Fortal, la citta' piu' importante di Dissesto. 
La Mender attivo' il suo trasmettitore di immagini,  TI455. Fece una chiamata a Valtoriani.
-Ciao, come stai, disse Valtoriani. Era a torso nudo e sembrava appena uscito da una delle sue lunghe meditazioni.
-Bene. Mi sono messa subito in movimento. E qualcosa mi dice che non tardero' ad avere notizie di Valpetinge.
-Va bene. Fammi sapere, resta in contatto, disse Valtoriani. Un po' mi manchi, aggiunse. La Mender chiuse bruscamente la chiamata.
Le strade erano fiocamente illuminate e le abitazioni erano dei combinat metallici ad un piano, al massimo. Lungo le vie poche aviomobili e molti a piedi o in velocipedi. Molti erano in divisa da addetti di allevamenti di tender . Altri indossavano la divisa blu e il berretto viola ,a tesa, degli addetti alla sorveglianza delle carceri speciali. In libera uscita, suppose la Mender. 
Sandra Mender entro' in un corner di vettovagliamento. Al bancone servivano vivande e chiese un succo di parontina. La parontina era un derivato animale, liquidi corporei, di vari animali che vivevano nel deserto di dissesto. Sembrava fosse la bevanda  planetaria di Dissesto. 
Sembrava gustoso. La dissestiana che glielo aveva servito al bar, le aveva sorriso. Adesso puoi avere un incontro di lotta con 10 uomini contemporaneamente e ti resterebbe energia per farci sesso insieme, dopo, le aveva detto. Se posso scegliere prendo solo il dopo, le aveva risposto.
Usci' dal corner e continuo' a camminare, ad un angolo volto' a destra, perche' cosi i suoi sensi sviluppatissimi le avevano suggerito di fare. Si trovo' davanti a due dissestiani, suppose. Erano bassi, piccolini, e portavano un fazzoletto su viso, come per non farsi riconoscere. Entrambi gli puntavano contro un fucile a raggi delta.
Vieni con noi, disse uno dei due. Valpetinge ti vuole parlare, aggiunse. La Mender sorrise interiormente. Le sue supposizioni su Marcus Valpetinge erano giuste. E anche farsi notare aveva avuto i suoi vantaggi. Sperava di assecondare i due e di farsi portare da Valpetinge e arrestarlo senza troppi preamboli. Solo che ancora non sapeva come avrebbe fatto. Avrebbe improvvisato. Accondiscendere nella parte debole dell'azione e reagire violentemente quando si e' in posizione di forza. Ripassava il dizionario del combattente. Letture che risalivano alla notte dei tempi, ormai, Ma che le tornavano in mente nei momenti piu' inaspettati. E soprattutto nei momenti di bisogno.
Con i due dissestiani dietro che la tenevano d'occhio, la Mender fece strada. Non sapeva se era quella giusta. Ma non dubito' che quei due li dietro le avrebbero dato qualche dritta di volta in volta meglio di qualsiasi apparecchio direzionale.

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