giovedì 17 dicembre 2015

Capitolo 7

La Mender attraverso' un tunnel che si apriva in mezzo alla distesa di kombinat metallici. Era buio ma i due dissestiani attivarono dei dispositivi luminosi a laser depotenziato. La galleria si illumino'. Fecero qualcosa come 500 metri. Poi dissero a Sandra Mender di fermarsi. C'era un muro. Uno dei due dissestiani disegno' con il laser una porta. Due minuti dopo la porta scomparve. Entrarono in un ambiente tiepido, caldo, quasi accogliente. Non ci giuro', ma la Mender avvertiva qualcosa di molto familiare. Sembrava che quel luogo riproducesse un microclima che la Mender senti di aver gia' frequentato. Non avrebbe potuto affermarlo con certezza, ma si sentiva come quando era nella sacca amniotica da cui era nata. Una sacca amniotica artificiale. Sandra Mender era stata concepita in provetta. Era un prodotto di laboratorio. E soffriva di questa asetticita' che sembrava aver pervaso persino il suo carattere. I dissestiani scoprirono il volto. Avevano facce olivastre e tratti somatici rustici. Dissero alla Mender di sedersi e di attendere. Uno dei due ando' via verso un teletrasportatore che presumibilmente lo avrebbe portato altrove. Un altrove che la Mender non si senti di definire. L'altro resto' con il fucile a raggi delta puntato su di lei , in silenzio. Poco dopo da una teleporta apparve Macus Valpetinge. O almeno cosi credette la Mender. Era un uomo di corporatura esile, portava una barba corta ben curata e un maglione cui era attaccato un cappuccio rosso che gli copriva la parte superiore del capo. Le sorrise.
-Saluto, disse.
-Saluto, rispose in tono sarcastico , la Mender.
-Come mai un agente speciale della Investio e' in visita in questi luoghi abbandonati da Ram, disse Valpetinge.
-Sono venuta per arrestarti, disse la Mender.
-E perche', di che reato sono accusato?
-Omicidio di vari Volpos, disse Sandra Mender.
-Omicidio...che paroloni. Hai delle prove, agente Mender, a suffragio di queste accuse insensate?
-Una volta trovato il colpevole le prove non sono un problema. Si possono anche fabbricare, come le false ideologie di giustizia.
-Che intendi dire, chiese Valpetinge alquanto seccato.
-Che tu e la tua ideologia ridicola e insensata state per soccombere ad un ideale neanche poi tanto alto di giustizia. Al buon senso delle cose reali.
-Che intendi dire, donna!
-Che la tua banda di teppisti e' alla fine. E l'omicidio, sia pure di persone , diciamo pure, spregevoli, e' un crimine che non spostera' di un millimetro i rapporti di forza. I Ramiani non perderanno il potere se gli uccidi qualche Volpos.
-Scusa, agente, ma tu da che parte stai
-Dalla parte di chi comanda finche' comanda. Finche' e' legittimato a farlo. Il potere si ricambiera' senza troppi sforzi. E soprattutto senza spargimenti di sangue. Oppure credi che a me piaccia collaborare con i Ramiani? Il loro potere sta tramontando. Siete voi che ne state ritardando il declino.
-E in che modo?
-Uccidendo i Volpos essi torneranno popolari fra la gente. Il loro vittimismo sara' il carburante che lascera' in movimento la loro macchina infernale.
-Mmmh...ma che vai blaterando, donna...i volpos eliminati avevano tutti dei figli che stavano allevando come serpi in seno. Stanno studiando una legge di successione che implichi il passaggio del potere dei volpos a giovani adepti. Ma nessuno sa che quei giovani adepti sono in realta' figli illegittimi dei Volpos. Sara' il trionfo di una societa' basata sul diritto segreto di sangue. La fine della mescolanza e della conseguente ricchezza delle razze dei pianeti. A lungo andare il potere, passando di generazione in generazione senza alcun legame di sangue, sarebbe divenuto piu' puro e incorrotto e sarebbe stato amministrato piu' saggiamente. I legami non di sangue sono piu' duraturi e forti. I legami di sangue, invece, non significano niente. Servono solo a perpetuare il potere alle stesse persone e alle stesse riproduzioni in scala degli originali. I Volpos hanno un progetto che consiste nel riprodurre le stesse condizioni ambientali che hanno dato origine alla loro educazione , nei confronti dei loro figli segreti. E di consegnare a loro il  potere. Una galassia bloccata dal potere del sangue senza ricambio e dalle stesse famiglie senza famiglia. Una follia! Qualcuno li deve fermare.
- E chi li fermera', tu? Facendoli tornare popolari martirizzandoli?
-Non ho alternative. E' un rischio che devo correre.
-Ma chi ti ha chiesto di salvare la galassia?
-La galassia stessa , me lo chiede. Una volta propugnavamo il suicidio rituale, perche' le famiglie abbandonavano i figli. Con il tempo mi accorsi che i figli abbandonati erano piu' forti. Erano piu' in grado di affrontare la vita. E che non era giusto che si suicidassero. Dovevano sostituire i loro padri migliorando se stessi. Eliminare le vecchie copie e sostituirsi ad esse in forma migliore.Ed educare i propri figli al distacco senza distacco.
-Distacco senza distacco? Ma che vai blaterando, Valpetinge.
-Si, certo...dovevano prendersi cura dei figli ma lasciargli vivere le loro vite senza interferire e senza creargli attorno un ambiente che riproducesse la loro educazione. Perche' le diversita' educative  e ambientali dessero vita ad un infinita' di mondi. Con caratteristiche diverse. Il trionfo della differenza, capisci?
-E' una follia intervenire nelle dinamiche naturali.
-E tu pensi che invece tutto quello che abbiamo vissuto non ci sia stato in nessun modo impiantato costringendoci a vivere in determinati ambienti e condizioni riprodotte artificialmente?
La Mender non rispose. Rifletteva. E per un lungo momento considero' che Valpetinge non stesse propriamente vaneggiando.

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