domenica 15 novembre 2015

Capitolo 4

Sandra Mender si sveglio'. Si sentiva un po' intontita. Aveva di fronte a lei Siria  Oner. 
-Che cosa mi hai dato, mi sento stanca...e...felice, credo
-Ti ho dato uno di quelli che tu definisci intrugli...eri troppo tesa, stressata, ti senti meglio adesso, vero?
-Devo dire di si, disse Siria
-Non avverti nessun altro effetto?
-Si...ho voglia di...
-Di?
-Sesso
-Vieni con me, disse Siria
Sandra si sentiva attratta da qualsiasi forma vivente avesse intorno e disposta a fare qualsiasi cosa per procurarsi piacere. Avverti che non sarebbe riuscita a combattere quella voglia. Gli ricordava un'antica legenda Oraniana che narrava di Set. Set aveva girato il pianeta dopo una lontana guerra per tornare a casa dalla compagna. Durante il viaggio su un grande corso d'acqua aveva sentito un suono indescrivibile che lo invitava a lanciarsi in acqua. Questo suono era emesso da delle creature bellissime chiamate Farlene. Esseri alati dalle forme muliebri che emanavano un suono come un canto sillabato ed emanavano un profumo intenso che come procurasse una nebbia dei sensi spingeva chiunque verso loro. La voglia di sesso faceva perdere la ragione a chiunque, solo che chi si spingeva fra le braccia delle Farlene veniva finito a morsi e divorato. Set conosceva questa storia e chiese ai suo compagni di viaggio di turargli orecchie e naso con del guano di Pipirospi che albergavano nella stiva del natante. E chiese anche a loro di fare la stessa cosa. Fu cosi che sfuggi a quella cattiva sorte. E ora Sandra Mender a cui era venuto in mente quel racconto che le narrava sempre sua madre da piccola, sembrava essere nella medesima situazione. Mentre Siria si stava spogliando e stendendo su un sofa' in pelle di tender, al colmo del desiderio, ma memore dei suoi allenamenti psichici che gli erano stati impartiti da Belfader, un vecchio erudito che l'aveva introdotta ai poteri psichici, comincio' a concentrarsi. Con la tecnica di visualizzazione di immagini avverse comincio' a costruirsi immagini antiche, immagini da bambina, immagini di un'epoca passata in cui le pulsioni sessuali non si erano ancora formate. Ecco, ancora qualche istante, penso' Sandra. Ora il suo corpo aveva sensazioni da bambina. Non provava piu' attrazione. Mentre la Oner la invitava a giacere con lei, improvvisamente Sandra, con un robotico movimento automatico, si giro' e prese  a correre verso l'uscita dell'Archistore. Avrebbe regolato i conti in seguito con la Oner. Nella sua mente infantilizzatasi all'istante ricordo' quando da bambina uccideva per puro diletto piccoli di Salabrega, degli esseri multiformi minuscoli che se si attaccavano alla pelle procurando pruriti fastidiosi. Lei aveva imparato a catturarli e ad ucciderli schiacciandoli. Cosa che nessuna bambina faceva. 
Sali sulla sua aviomobile e scomparve in un paio di evantini, lasciando che ogni sorta di creatura di quei bassifondi la osservasse come un pranzo appetitoso. Mentre era nell'avioauto con un'altra visualizzazione cerco' di tornare in se' .Ma tornando in se' Sandra Mender della sua eta' attuale, riprese ad avere voglia. Ma ora poteva dirigere quella voglia su qualcun altro. Magari qualcuno di suo gradimento. Accese il computer di bordo e mentre sfiorava altre aviomobili, imposto' il pc sulla ricerca dell'indirizzo segreto di Valtoriani . A quel punto  innesto' il pilota automatico. Di li a poco Sandra sarebbe piombata a casa  di Valtoriani. Gli era sempre piaciuto, Valtoriani. Quella sua aura di mistero, quel suo vizio per la droga che lui usava senza dubbio a fini sessuali. Sostenendo che i benefici superassero di gran lunga le controindicazioni.
La sua aviomobile, cinque evantini dopo quelle sue intuizioni,  stava attraccando nel box di accoglienza di Valtoriani. 
Sandra era un fuoco. E Valtoriani era senz'altro nel suo rifugio. La presenza umana era stata segnalata dal computer di bordo.

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