lunedì 8 febbraio 2016

Capitolo 9

Un'allerta visivo avviso' la Mender che c'era una comunicazione in arrivo sul suo videodispositivo. Era Valtoriani. La Mender resto qualche istante in dubbio se rispondergli o meno, Al diavolo, si disse, dal momento che aveva l'IT455 acceso Valtoriani conosceva comunque la sua posizione. Quindi rispose.
-Tutto bene? Sono sullo shuttle, arrivero' tra un paio di evanteli.
-Tutto bene non direi, gli urlo' la detective della Investio.
-Che e' accaduto?
-Hanno tentato di eliminarmi.
-Chi?
-Tanto non ci crederesti.
-Dimmelo...dimmi almeno se stai bene.
-Si, sto bene...comunque ho potuto interrogare uno degli assalitori, prima che fosse ucciso da un chip che probabilmente gli avevano impiantato, con un comando a distanza.
-E' stata la Investio, vero?
-Come diavolo fai a saperlo?
-Intuito, disse Valtoriani.
-Intuito o sei stato tu a dire  a loro dov'ero?
-Non lo devi pensare neanche per celia.
La Mender tacque per un po'.
-Sandra...devi fidarti di me, non ti farei mai del male!
-Non lo so...non credo piu' a nessuno.
-Cerca di nasconderti. Dammi una posizione in cui incontrarti e poi disattiva l'IT455.
La Mender taceva.
-Capito cosa ti ho detto?
-Si...maledizione...si...ci troviamo nel quadrante 11 di Fortal...ma ti cerchero' io. Tu vai in quel quadrante della citta', poi provvedo io a rintracciarti.
-Va bene. Ora chiudo. Ma non fare sciocchezze. Io sono dalla tua parte.
La Mender chiuse la comunicazione e poi disattivo' l'IT455.
Aveva con se nello zainetto di servizio, una mappa di Fortal. Cerco' di orientarla. E si diresse verso il quadrante 11. Ci avrebbe messo un bel po' per arrivare. Ma sicuramente ce l'avrebbe fatta prima di Valtoriani. Ora era tesa come una corda di orbanio. Il gioco avrebbe cominciato a condurlo lei.

Ci mise un evantelo quasi ad arrivare nel quadrante 11. Attraverso' a piedi tutta Fortal. Di notte, sgusciando come un animale del sottosuolo, di strada in strada, di muro in muro. Qua e la' vigilanti delle carceri e inservienti di allevamenti di tender. Ma anche parecchie prostitute, bande di aviociclisti armati e pericolosi, persone riverse sulle strade abbandonate a se stesse. Derelitti. La Mender non sopportava quelle scene. Era vero, su Dissesto era tutto amplificato. E avrebbe voluto volentieri vedere quelle persone reagire, riprendersi le proprie vite. Anziche' drogarsi e lasciarsi andare. Dissesto era una periferia dell'impero dei Ramiani, un satellite di Orio. Ma avrebbe preferito vedere che quella gente andasse a ingrossare le fila degli insurgentes. E forse era per questo che Valpetinge era rimasto li. Perche' poteva essere terreno fertile per le sue manovre terroristiche. Ognuno di quei tossicomani, ciascuno di quei derelitti, avrebbe fatto qualsiasi cosa per continuare a drogarsi, a perdersi, a suicidarsi piacevolmente a orologeria ma inevitabilmente. Valpetinge aveva un potenziale esercito di killer di Volpos. Anche se il suo disegno era in parte giusto e le sue valutazioni sul complotto dei volpos, fondate, non era quella la strada giusta. Il sangue chiama sangue, penso' Sandra Mender. E se anche lei voleva assistere al tramonto dei Ramiani, non doveva essere in quel modo. Ma sotto la spinta di un'opinione pubblica ben informata dei fatti e non eterodiretta dalle emissore di regime.

Si posiziono' all'interno di un kombinat disabitato. Al primo piano aveva il perfetto quadro della situazione dell'intero quadrante 11. Poteva vedere la maggior parte delle arterie che lo componevano. E se Valtoriani fosse passato di la', difficilmente sarebbe sfuggito alla sua vista.
Bevve un po' di liquidi che era riuscita a portarsi appresso. Brodaglie di fluidi animali molto energetiche. Infilo' la testa nel cappuccio, si sedette sui talloni, vicino ad un muro all'interno del kombinat. E attese.
Ogni tanto dava uno sguardo fuori. Ma ancora niente.
Poi ad un tratto lo vide. Fu facile notarlo perche' era vestito con un completo di pelle bianco e nel lucore dell'illuminazione pubblica, era come fluorescente. Sandra Mender penso' che Valtoriani sapeva il fatto suo. Magari sarebbe stato notato anche da altri. Ma poteva cosi essere individuato da lei facilmente. 
Striscio' lungo un muro, scese al  piano inferiore del kombinat disabitato. Incontro' dei tossici de tutto innocui. Che anzi ebbero un moto di timore, quando la videro con il volto seminascosto dal cappuccio della felpa verde militare. 
Scese in strada e ando' incontro a Valtoriani. Lui camminava lentamete, in mezzo alla marmaglia di tutti quei soggetti che avevano ormai perso ogni straccio di vitalita'.Gente ingobbita dal peso del vivere. Falliti come esseri viventi. Inservienti di tender e vigilantes di carceri speciali. L'ultimo anello della catena degli individui del sistema in cui vivevano. Quando le fu vicino Valtoriani non la noto' subito. Cosi lei gli giro' intorno, e gli venne alle spalle. Lo prese per un braccio, tranquillizzandolo.
-Non fare una piega e seguimi senza parlare, gli disse.
Valtoriani la asseocndo' . Ma si percepiva dal suo viso che era felice di vederla. E la Mender lo percepi molto chiaramente. Anche se questo non avrebbe contribuito del tutto a sciogliere la sa riserva mentale.
Quando furono maggiormente in ombra, dietro un angolo, la Mender, meravigliando se stessa, lo abbraccio'.
Valtoriani la strinse a se'. Si baciarono frugalmente.
-Mi spieghi che cosa sta succedendo? le fece.
-Sta succedendo che non so piu' di chi mi devo fidare.
-Falla facile. Fidati di me.
-Ma perche' la Investio mi ha mandato dei killer?
-Non ne ho idea. E ti credo, comunque. Spesso fanno questi lavori sporchi. La Ivestio e' grande e non posso escludere che tu abbia inavvertitamente pestato i piedi a qualcuno sconvolgendone i piani.
-Ma chi puo' avere interesse, maledizione.
-Io un'idea ce l'avrei.
-Spara!
-Secondo me qualcuno non vuole che tu arresti Valpetinge. Mi sono fatto questa idea studiando i casi dei Volpos uccisi. Mentre ero sullo shuttle. Erano volpos di second'ordine e Valpetinge li ha scelti perche' non erano ben protetti militarmente. Le varie emissore stanno facendo in questo momento il loro sporco lavoro. Propagandano le morti dei volpos e hanno gia' trovato vari complici nella Investio che non tarda ad attribuire questi omicidi a degli insurgentes che mirano a sovvertire l'ordine costituito. 
-Che vuoi dire con questo ragionamento.
-Che i ramiani intendono sacrificare volpos di second'ordine per propagandare un attacco al loro potere da parte di forze che intendono instaurare l'anarchia. E come sai gli Orianiani sono sensibili a questi ragionamenti. Sono stati educati all'ordine.
-Quindi che facciamo?
-Dobbiano rientrare a Orio. E lasciar raffreddare la cosa. Far credere alla Investio che hai abbandonato il caso.
-Ma intanto ci saranno altre morti.
-Non sono preoccupato per questo. 
-Cosa ti preoccupa.
-Il fatto che se Valpetinge mangia la foglia studiera' altri metodi , piu' efficaci, per colpire il volpos di primo livello.
-Allora sei d'accordo che c'e' lui dietro i delitti dei Volpos! Ma i Volpos di primo livello sono inattaccabili. Misure di sicurezza impossibili da superare.
-Niente e' impossibile per chi ha in testa un disegno e vuole portarlo a termine a qualunque costo.
-Qualunque costo?
-Si...anche a costo di vittime innocenti. Orianiani che non c'entrano in questa disputa e che potrebbero restare vittime collaterali di un uso di armi in grado di compiere stragi . E noi questo lo dobbiamo impedire.
-Ma Valpetinge e' qui. Io l'ho incontrato. E ha ammesso che dietro questo c'e' lui.
-Lo so. Lo davo per scontato. Che avessi ragione. Ma non possiamo correre altri rischi riguardo alla tua incolumita' E poi sono sicuro che Valpetinge presto si trasferira' su Orio. Questione di pochi evanti.
-Ok, partiamo subito allora.
-Non prima di aver trascorso la notte insieme.
-Cos'e' vuoi esaudire l'ultimo desiderio di una condannata a morte? E se non fosse questo?
-Impossibile, disse Valtoriani. 
La Mender sorrise. E considero' che Valtoriani non fosse andato poi cosi lontano dalla realta'.

lunedì 25 gennaio 2016

Capitolo 8

Era una situazione di stallo. Sandra Mender che era andata su Dissesto convinta di trovare Valpetinge e arrestarlo come mandante degli omicidi dei Volpos, beh, lo aveva trovato. Ma i rapporti di forza non propendevano per una soluzione come si era prefigurata l'agente della  Investio.
Valpetinge fece un cenno ai suoi uomini. i quali lo guardarono esterrefatti. Il gesto indicava chiaramente di lasciare libera la Mender. 
-Comunque ti devo arrestare, disse la Mender.
-E perche'?
-Perche' sei evaso.
-Ti sbagli, agente. Ho goduto di un'amnistia. Tutto regolare.
La  Mender titubo' un poco. Ma alla fine fu propensa a credergli. Dopotutto era un una storia dimenticata , la sua. E lui, crescendo e diventando uomo, era solo uno dei tanti nemici del potere dei Ramiani. E per di piu' poco sospettabile. La sua organizzazione non agiva da molto tempo e non si sapeva nemmeno se poteva contare su degli adepti. Ma a  giudicare dalle decine di persone che erano  in quel momento in quel luogo sembrava che le autorita' si sbagliassero. La Mender inoltre si era fatta l'idea che potessero essere molti di piu'. Fiuto, lo chiamava. 
- Va bene, diciamo che sono disposta a crederti, comunque ti daro' la caccia. Sei un sospettato.
-Io e te stiamo dalla stessa parte. Vogliamo entrambi la fine dei Ramiani. Ma del complotto di cui ti ho parlato, non ti importa?
La Mender tacque per qualche istante. Faceva stretching, come le capitava tutte le volte che stava pensando, riflettendo.
-Vado via, disse, non mi piacciono i vostri metodi. La prossima volta che ci incontriamo nemici come prima.
-Come vuoi, disse Valpetinge. Con un cenno brusco indico' ai suoi di accompagnarla per un pezzo. Uno di loro, il piu' basso, la bendo'. E , prendendola per una mano la accompagno' per un lungo tratto. Era un tunnel umido, si sentiva gocciolare. Nessuno parlava. Forse erano lei e quell'uomo di Valpetinge, forse qualcun altro. 
Qualcuno le tolse la benda. Quando ebbe la possibilita' di schiarire la vista, la Mender vide che l'uomo che l'aveva accompagnata in un'altra zona della citta', presumibilmente attraverso dei sotterranei, era Valpetinge. Vide quel suo viso fiero di giovane uomo senza eta' che credeva fermamente in quello che stava facendo. Un atteggiamento quasi ieratico.
-Vieni con noi, le disse un'ultima volta.
La Mender non rispose, si volto' e si allontano' velocemente. Non era la sua caccia, non quel giorno. C'erano come delle regole da rispettare,  fra loro. E per quel giorno non ci sarebbe stata battaglia.

La Mender trovo' una stazione di posta. Non era stanca, ma voleva fermarsi e riflettere. 
La donna della ricezione era strana, capelli alla rinfusa, occhi strabici, carnagione olivastra. Doveva comunque essere una dissestiana. Era notte, la notte di sei semievi. Una volta nella sua stanza attivo' l'IT455. Chiamo' Valtoriani.
Valtoriani emerse da una seduta di meditazione. Era sudato, i muscoli del suo corpo luccicavano. Parlava distante dall'apparecchio, completamente nudo . La Mender lo aggiorno' sulla situazione.
-Resta li, ho deciso di venire a darti una mano. Aspettami , verro' presto.
-Come vuoi, disse la Mender. E chiuse la comunicazione.
Aveva voglia di rilassarsi. Aveva voglia di fare sesso. Per sedare questo suo irrefrenabile desiderio, fece un po' di ginnastica. Al termine fece una doccia gelida. Asciugandosi ad un panno di rengra, vide che la sua pelle e i muscoli quasi guizzavano, davanti allo specchio. Si meravigliava del suo stato di forma. Non invecchiava. E la sua mente evolveva. Cominciava a credere di non essere una normale Oraniana nata in provetta. Forse era un esperimento genetico. Ma non le era mai stato dato di sapere. Si sdraio' sul letto, ancora avvolta nel panno di rengra, che pur essendo sottile aveva una capacita' incredibile di assorbire l'umidita' e accese ancora l'IT455. Mise sulla frequenza dei programmi dell'emissora oraniana. Era l'ora delle notizie. Un altro volpos aveva perso la vita. Penso' subito che Valpetinge non poteva essere stato. Era con lei e non si era certo teletrasportato su Orano. Ma poteva essere stato il mandante, questo si. 
Mentre se ne stava distesa ad osservare le immagini sul suo IT455, qualcuno aziono' l'avvisatote acustico dietro la sua porta. Nessuno sapeva che era li. A parte Valtoriani. Chi poteva essere?
Silenziosa, scese dal letto, impungno' la pistola a raggi delta e attese. Non apri. Senti che qualcuno stava forzando la porta. Poi la porta si spalanco'. Entrarono due individui in tuta nera, maschere antigas a coprire il viso, armati di fucili a raggi delta. Ispezionarono velocemente l'ambiente. La Mender era alle loro spalle. Vide che di schiena avevano le nuche prive di protezione. Il primo lo fece fuori. L'altro, domato con una tecnica di lotta, lo disarmo'. E subito dopo gli punto' l'arma alla nuca.
-Chi siete, chi vi ha mandato?
Il killer non rispondeva. 
-Chi siete, chi vi ha mandato. Dimmelo o la tua vita e' finita!
-Ci...ciii...ci manda l'agenzia, blatero'.
-Quale agenzia?
-Laaa....Inv..ahhhhh
La Mender avverti come uno schiocco. L'uomo doveva avere un dispositivo a distanza che era stato attivato. Collegato ad un chip qualcuno a distanza doveva aver decretato la sua morte. E prima che vuotasse il sacco.
La Mender fece in fretta e furia un bagaglio improvvisato. Corse fuori dalla sua stanza. Dieci minuti dopo era in strada, seminascosta da un cappuccio, che, nella perenne notte di Dissesto, celava il suo viso alla curiosita' dei passanti. Mentre levava le tende alzo zero, fra se' pensava che qualcuno della Investio sapeva dove fosse. Per un momento sospetto' di Valtoriani. Anche se non gli aveva detto dove fosse. Ma lui aveva agito come se lo sapesse. Era una questione da appurare. Ma in quel momento la cosa piu' saggia era sgomberare il campo dagli equivoci. E in quel momento lei si sentiva quell'equivoco. Un equivoco irrisolto persino per se'.

giovedì 17 dicembre 2015

Capitolo 7

La Mender attraverso' un tunnel che si apriva in mezzo alla distesa di kombinat metallici. Era buio ma i due dissestiani attivarono dei dispositivi luminosi a laser depotenziato. La galleria si illumino'. Fecero qualcosa come 500 metri. Poi dissero a Sandra Mender di fermarsi. C'era un muro. Uno dei due dissestiani disegno' con il laser una porta. Due minuti dopo la porta scomparve. Entrarono in un ambiente tiepido, caldo, quasi accogliente. Non ci giuro', ma la Mender avvertiva qualcosa di molto familiare. Sembrava che quel luogo riproducesse un microclima che la Mender senti di aver gia' frequentato. Non avrebbe potuto affermarlo con certezza, ma si sentiva come quando era nella sacca amniotica da cui era nata. Una sacca amniotica artificiale. Sandra Mender era stata concepita in provetta. Era un prodotto di laboratorio. E soffriva di questa asetticita' che sembrava aver pervaso persino il suo carattere. I dissestiani scoprirono il volto. Avevano facce olivastre e tratti somatici rustici. Dissero alla Mender di sedersi e di attendere. Uno dei due ando' via verso un teletrasportatore che presumibilmente lo avrebbe portato altrove. Un altrove che la Mender non si senti di definire. L'altro resto' con il fucile a raggi delta puntato su di lei , in silenzio. Poco dopo da una teleporta apparve Macus Valpetinge. O almeno cosi credette la Mender. Era un uomo di corporatura esile, portava una barba corta ben curata e un maglione cui era attaccato un cappuccio rosso che gli copriva la parte superiore del capo. Le sorrise.
-Saluto, disse.
-Saluto, rispose in tono sarcastico , la Mender.
-Come mai un agente speciale della Investio e' in visita in questi luoghi abbandonati da Ram, disse Valpetinge.
-Sono venuta per arrestarti, disse la Mender.
-E perche', di che reato sono accusato?
-Omicidio di vari Volpos, disse Sandra Mender.
-Omicidio...che paroloni. Hai delle prove, agente Mender, a suffragio di queste accuse insensate?
-Una volta trovato il colpevole le prove non sono un problema. Si possono anche fabbricare, come le false ideologie di giustizia.
-Che intendi dire, chiese Valpetinge alquanto seccato.
-Che tu e la tua ideologia ridicola e insensata state per soccombere ad un ideale neanche poi tanto alto di giustizia. Al buon senso delle cose reali.
-Che intendi dire, donna!
-Che la tua banda di teppisti e' alla fine. E l'omicidio, sia pure di persone , diciamo pure, spregevoli, e' un crimine che non spostera' di un millimetro i rapporti di forza. I Ramiani non perderanno il potere se gli uccidi qualche Volpos.
-Scusa, agente, ma tu da che parte stai
-Dalla parte di chi comanda finche' comanda. Finche' e' legittimato a farlo. Il potere si ricambiera' senza troppi sforzi. E soprattutto senza spargimenti di sangue. Oppure credi che a me piaccia collaborare con i Ramiani? Il loro potere sta tramontando. Siete voi che ne state ritardando il declino.
-E in che modo?
-Uccidendo i Volpos essi torneranno popolari fra la gente. Il loro vittimismo sara' il carburante che lascera' in movimento la loro macchina infernale.
-Mmmh...ma che vai blaterando, donna...i volpos eliminati avevano tutti dei figli che stavano allevando come serpi in seno. Stanno studiando una legge di successione che implichi il passaggio del potere dei volpos a giovani adepti. Ma nessuno sa che quei giovani adepti sono in realta' figli illegittimi dei Volpos. Sara' il trionfo di una societa' basata sul diritto segreto di sangue. La fine della mescolanza e della conseguente ricchezza delle razze dei pianeti. A lungo andare il potere, passando di generazione in generazione senza alcun legame di sangue, sarebbe divenuto piu' puro e incorrotto e sarebbe stato amministrato piu' saggiamente. I legami non di sangue sono piu' duraturi e forti. I legami di sangue, invece, non significano niente. Servono solo a perpetuare il potere alle stesse persone e alle stesse riproduzioni in scala degli originali. I Volpos hanno un progetto che consiste nel riprodurre le stesse condizioni ambientali che hanno dato origine alla loro educazione , nei confronti dei loro figli segreti. E di consegnare a loro il  potere. Una galassia bloccata dal potere del sangue senza ricambio e dalle stesse famiglie senza famiglia. Una follia! Qualcuno li deve fermare.
- E chi li fermera', tu? Facendoli tornare popolari martirizzandoli?
-Non ho alternative. E' un rischio che devo correre.
-Ma chi ti ha chiesto di salvare la galassia?
-La galassia stessa , me lo chiede. Una volta propugnavamo il suicidio rituale, perche' le famiglie abbandonavano i figli. Con il tempo mi accorsi che i figli abbandonati erano piu' forti. Erano piu' in grado di affrontare la vita. E che non era giusto che si suicidassero. Dovevano sostituire i loro padri migliorando se stessi. Eliminare le vecchie copie e sostituirsi ad esse in forma migliore.Ed educare i propri figli al distacco senza distacco.
-Distacco senza distacco? Ma che vai blaterando, Valpetinge.
-Si, certo...dovevano prendersi cura dei figli ma lasciargli vivere le loro vite senza interferire e senza creargli attorno un ambiente che riproducesse la loro educazione. Perche' le diversita' educative  e ambientali dessero vita ad un infinita' di mondi. Con caratteristiche diverse. Il trionfo della differenza, capisci?
-E' una follia intervenire nelle dinamiche naturali.
-E tu pensi che invece tutto quello che abbiamo vissuto non ci sia stato in nessun modo impiantato costringendoci a vivere in determinati ambienti e condizioni riprodotte artificialmente?
La Mender non rispose. Rifletteva. E per un lungo momento considero' che Valpetinge non stesse propriamente vaneggiando.

mercoledì 2 dicembre 2015

Capitolo 6

Lo shuttle atterro' in orario. La Mender che aveva viaggiato in incognito insieme ad altri passeggeri, con un bagaglio leggero, scese dalla scaletta mobile. Percorse una rampa su un ponte per una cinquantina di metri. Fuori era buio, oscurita' piena. La notte su Dissesto durava sei  o sette semievi. E il giorno anche. Una faccenda che aveva costretto il pianeta ad un aumento di allevamenti di tender le cui carni cubettificate, fornivano energia per illuminare abitazioni o altro. Il pianeta produceva cosi tanta energia che ne forniva ad Orano. Lontano dalle proteste dei filotenderisti che si battevano contro l'allevamento indiscriminato di tender .Nonostante gli animali venissero abbattuti senza  che provassero alcuna sofferenza . Con raggi addobbenti. L'animale si addormentava e moriva, senza soffrire. Ma ai tenderisti non bastava. Sostenevano che anche i tender avevano un'anima. Per i Ramiani, padroni assoluti della galassia, invece, i tender non avevano un anima ed era giusto sacrificarli per il benessere della collettivita' per i piu' svariati scopi. I tender aveano il muso allungato, orecchie piccole, gambe tozze e forti. Di vari colori, neri, bianchi, rosa e con tonalita' piu' o meno tenui, a volte miste. Si nutrivano di erba gratica. L'erba gratica era un arbusto spinoso che non possedeva alcuna proprieta', a parte piacere ai tender. Questo secondo molti. Secondo i Zoariani aveva proprieta' antisettiche e antiage. Ma i ramiani avevano proibito persino di affermarlo. L'erba gratica, per loro, era inutile per gli altri esseri viventi, serviva solo a nutrire i tender. Anzi, poiche' era spinosa e cresceva persino in giardini e parchi avvinghiandosi a piante piu' utili e belle, era ritenuta dannosa e riconoscevano ai tender la funzione  di spazzini della natura. 
Sandra Mender prese alloggio in un resort nei pressi della stazione d'arrivo degli shuttles. Sistemo' la sua roba e usci poco dopo. Indossava una tuta verde militare un po' sdrucita, non nuovissima, sempre per non dare nell'occhio. Ma una come lei, bella , in forma, bionda, non avrebbe potuto non essere notata. Non se ne preoccupava. Forse quello poteva essere un vantaggio. Forse Marcus Valpetinge , magari, avrebbe voluto sapere chi fosse quella donna dalle forme atletiche, oraniana, in giro per le strade di  Fortal, la citta' piu' importante di Dissesto. 
La Mender attivo' il suo trasmettitore di immagini,  TI455. Fece una chiamata a Valtoriani.
-Ciao, come stai, disse Valtoriani. Era a torso nudo e sembrava appena uscito da una delle sue lunghe meditazioni.
-Bene. Mi sono messa subito in movimento. E qualcosa mi dice che non tardero' ad avere notizie di Valpetinge.
-Va bene. Fammi sapere, resta in contatto, disse Valtoriani. Un po' mi manchi, aggiunse. La Mender chiuse bruscamente la chiamata.
Le strade erano fiocamente illuminate e le abitazioni erano dei combinat metallici ad un piano, al massimo. Lungo le vie poche aviomobili e molti a piedi o in velocipedi. Molti erano in divisa da addetti di allevamenti di tender . Altri indossavano la divisa blu e il berretto viola ,a tesa, degli addetti alla sorveglianza delle carceri speciali. In libera uscita, suppose la Mender. 
Sandra Mender entro' in un corner di vettovagliamento. Al bancone servivano vivande e chiese un succo di parontina. La parontina era un derivato animale, liquidi corporei, di vari animali che vivevano nel deserto di dissesto. Sembrava fosse la bevanda  planetaria di Dissesto. 
Sembrava gustoso. La dissestiana che glielo aveva servito al bar, le aveva sorriso. Adesso puoi avere un incontro di lotta con 10 uomini contemporaneamente e ti resterebbe energia per farci sesso insieme, dopo, le aveva detto. Se posso scegliere prendo solo il dopo, le aveva risposto.
Usci' dal corner e continuo' a camminare, ad un angolo volto' a destra, perche' cosi i suoi sensi sviluppatissimi le avevano suggerito di fare. Si trovo' davanti a due dissestiani, suppose. Erano bassi, piccolini, e portavano un fazzoletto su viso, come per non farsi riconoscere. Entrambi gli puntavano contro un fucile a raggi delta.
Vieni con noi, disse uno dei due. Valpetinge ti vuole parlare, aggiunse. La Mender sorrise interiormente. Le sue supposizioni su Marcus Valpetinge erano giuste. E anche farsi notare aveva avuto i suoi vantaggi. Sperava di assecondare i due e di farsi portare da Valpetinge e arrestarlo senza troppi preamboli. Solo che ancora non sapeva come avrebbe fatto. Avrebbe improvvisato. Accondiscendere nella parte debole dell'azione e reagire violentemente quando si e' in posizione di forza. Ripassava il dizionario del combattente. Letture che risalivano alla notte dei tempi, ormai, Ma che le tornavano in mente nei momenti piu' inaspettati. E soprattutto nei momenti di bisogno.
Con i due dissestiani dietro che la tenevano d'occhio, la Mender fece strada. Non sapeva se era quella giusta. Ma non dubito' che quei due li dietro le avrebbero dato qualche dritta di volta in volta meglio di qualsiasi apparecchio direzionale.

lunedì 16 novembre 2015

Capitolo 5

Sandra Mender uso' la sua pistola a raggi delta , per aprire l'ingresso blindato. Aveva imparato a usare i raggi delta con modularita' e riusci a scardinare l'ingresso in orbanio. Valtoriani resto' sorpreso e subito fece l'atto di prendere la sua pistola a raggi delta, che era sul tavolo in una custodia. Ma Sandra Mender non gliene dette il tempo. Valtoriani resto' sorpreso nel vedere la sua collega della Investio catapultarsi cosi addosso a lui. Ma dentro di se' percepi che era in uno stato alterato di coscienza. E ' intui che gli sarebbe stato utile lasciarla fare , assecondarla. Dopotutto gli era sempre piaciuta, Sandra. Quella sua aria fintamente algida che poneva sempre una grande distanza dettata dall'indipendenza assoluta nello scegliere i suoi partner e non nel farsi scegliere, lo attraeva. Sandra mentre gli era addosso e cercava di strappargli i vestiti, si stava svestendo a sua volta. Lo mordeva sul petto, come un animale in preda a spasmi famelici. Valtoriani era disteso sul tavolaccio della sua cucina, dove era solito preparare fitoalimenti. Odiava mangiare la carne di tender. Non tanto perche' il tender fosse un animale ma perche' era un animale creato in laboratorio, non originario del pianeta e quindi, in qualche modo, impuro ai suoi occhi di naturalista. Quanto al suo ardore per la spreafina, lo giustificava con il fatto che il composto base dello stupefacente esisteva in natura. Anche se gli effetti ne erano stati centuplicati nella sua versione da laboratorio. Valtoriani fece in tempo ad allungare una mano e prese una siringa a forma di pistola. Sandra Mender cerco' di bloccarlo.
-No, le fece cenno Valtoriani, e' spreafina, migliorera' la mia prestazione.
La Mender si fermo' . Attese che Valtoriani si infilasse quella siringa nel basso ventre. Una volta fatto, i due si denudarono completamente e fecero del sesso selvaggio.

Dodici ore dopo, cessati gli effetti delle rispettive sostanze stimolanti, i due giacevano riversi in un letto, saturi di ogni cosa. E non si ricordavano nemmeno come fossero finiti li. Si sentivano piacevolmente svuotati, rilassati. Una sensazione di benessere totale e assoluto. La Mender realizzo' che era nuda e si copri con un lenzuolo rimediato nei suoi pressi. Valtoriani non ci penso' minimamente a coprirsi. Era sempre stato un primigenio. Apparteneva alla potente setta segreta dei Zoaristi, medici alchimisti, stregoni, sciamani, che studiavano tecniche di sopravvivenza eterna. Assecondando i ritmi della natura universale degli universi. Valtoriani non aveva il senso della vergogna, che invece i Ramiani avevano inculcato negli oraniani al precipuo scopo di dominarli. Come era facile intuire , penso' Valtoriani, creato un tabu', creata una dipendenza e creata una dipendenza creato il senso di colpa. E creato il senso di colpa dominare era un gioco sin troppo facile.
-Che cosa hai preso? , le chiese Valtoriani.
-Sono stata in un archistore per la mia indagine e una vrega mi ha convinta a bere un intruglio.
-Ti ha detto cos'era? Avresti potuto uccidermi, lo sai. Senza l'iniezione di spreafina non avrei potuto reggere 12 ore.
-Lo immagino. Dopo tornero' a regolare i conti con lei. Anche se credo che le sue intenzioni non fossero del tutto malvagie.
-Che vuoi dire, chiese Valtoriani.
-Voglio dire che molto probabilmente, anzi, sicuramente, mi avrebbe voluta tutta per lei.
-Ah...capisco. Voleva guadagnarsi una condanna a morte . Ma io al suo posto avrei corso lo stesso rischio.
-Che vuoi dire.
-Che e' stato fantastico.
-Si, lo ammetto. Anche se io non avrei voluto che accadesse stimolata da agenti esterni.
-Io avrei voluto che accadesse comunque, disse Valtoriani.
La Mender sorrise.
-Senti, io voglio andare su Dissesto, disse Sandra Mender.
-Perche'?
-Perche' voglio indagare su Valpetinge.
-Chi, Marcus Valpetinge il fanatico religioso, il fondatore di quella setta nata per propugnare il suicidio dei minorenni che poi e' divenuta un'organizzazione di assassini seriali di genitori?
-Si. Come lo sai?
-Beh, avevo svolto un'indagine su di loro tempo fa. Ma si vocifera che Valpetinge  sia morto. Era in una colonia penale sul pianeta Dissesto, in un allevamento di Tender. Ma non si hanno piu' sue notizie da tempo.
-E se fosse evaso? Evaso e dimenticato. Lo sai molto bene, Valtoriani, come funziona. Le autorita' controllate dai Ramiani potrebbero aver glissato sull'accaduto per non allarmare il popolo oraniano.
-Un ipotesi suggestiva, ma potrebbe rivelarsi verosimile, disse Valtoriani.
-E presumendo che sia evaso e pensi che sia in giro ora su Orano, perche' vuoi andare su Dissesto?.
-Io non credo che lui sia su Orano. Io credo in qualche modo, non chiedermi perche', che lui sia fuggito dalla colonia penale e diriga  e organizzi queste uccisioni da Dissesto. 
La Mender guardo' Valtoriani . Non si sapeva quanti anni avesse, ma era in una forma invidiabile. Si vociferava che non facesse nemmeno sport, per mantenersi in forma. Solo digiuni , meditazione e fitoalimenti. Eppure aveva una muscolatura sviluppata con una definizione venosa impressionante. E capelli e peli sul petto scuri che non accennavano per nulla ad imbiancarsi. La sua appartenenza ai Zoaristi, termine derivante dallo Zoar, principio senza principio di tutte le cose viventi o inerti, specie di caos originario anarchico ordinatore naturale di tutte le cose, era sempre stata sospettata in lui. Ma non era mai stata provata. Inoltre era un investigatore infallibile. E questo lasciava tralasciare il resto e faceva chiudere un occhio ai suoi superiori, Benche' gli Zoaristi fossero ritenuti un pericolo per i Ramiani.
-Perche' pensi che Marcus Valpetinge sia coinvolto?
-Perche' molti Volpos hanno figli illegittimi. E perche' questo giustificherebbe quelle esecuzioni cruente. E si assocerebbe alla sua pretesa palingenetica di abbattere il potere costituito dei Ramiani.
-E da quando ti importa dei Ramiani?, le chiese Valtoriani.
-Non mi importa , ma se devono cadere non permettero' che sia per mano di stupidi fanatici. 
-Secondo me credi che i Ramiani si autoriformeranno e mitigheranno i loro comandamenti.
-Puo' essere , disse la Mender. Sotto il lenzuolo Valtoriani ammiro' le sue forme scolpite in ore di allenamenti ciclati e meditati viaggi astrali. La Mender anche aveva avuto degli insegnamenti spirituali molto importanti. Negli anni addietro, in cui i Ramiani non si erano corrotti attraverso l'esercizio del potere e insegnavano a meditare inseguendo Ram. Ma queste tecniche di astrazione si erano rivelate utili anche per lo sviluppo cognitivo generale degli oraniani. 
-Voglio assecondarti, disse Valtoriani, perche' neanche io permetterei che i ramiani cadessero per mano di questi fanatici.
-Bene, disse la Mender. Valtoriani sorrise e le si avvicino' Le accarezzo' una guancia. La Mender gli afferro' la mano, la osservo' da vicino. Poi la bacio' sfiorandola con le labbra.
-Quello che c'e' stato fra noi e' stato solo sesso, disse freddamente.
-Pero' e' stato bello lo stesso , disse Valtoriani.
-Si, lo e' stato. 

domenica 15 novembre 2015

Capitolo 4

Sandra Mender si sveglio'. Si sentiva un po' intontita. Aveva di fronte a lei Siria  Oner. 
-Che cosa mi hai dato, mi sento stanca...e...felice, credo
-Ti ho dato uno di quelli che tu definisci intrugli...eri troppo tesa, stressata, ti senti meglio adesso, vero?
-Devo dire di si, disse Siria
-Non avverti nessun altro effetto?
-Si...ho voglia di...
-Di?
-Sesso
-Vieni con me, disse Siria
Sandra si sentiva attratta da qualsiasi forma vivente avesse intorno e disposta a fare qualsiasi cosa per procurarsi piacere. Avverti che non sarebbe riuscita a combattere quella voglia. Gli ricordava un'antica legenda Oraniana che narrava di Set. Set aveva girato il pianeta dopo una lontana guerra per tornare a casa dalla compagna. Durante il viaggio su un grande corso d'acqua aveva sentito un suono indescrivibile che lo invitava a lanciarsi in acqua. Questo suono era emesso da delle creature bellissime chiamate Farlene. Esseri alati dalle forme muliebri che emanavano un suono come un canto sillabato ed emanavano un profumo intenso che come procurasse una nebbia dei sensi spingeva chiunque verso loro. La voglia di sesso faceva perdere la ragione a chiunque, solo che chi si spingeva fra le braccia delle Farlene veniva finito a morsi e divorato. Set conosceva questa storia e chiese ai suo compagni di viaggio di turargli orecchie e naso con del guano di Pipirospi che albergavano nella stiva del natante. E chiese anche a loro di fare la stessa cosa. Fu cosi che sfuggi a quella cattiva sorte. E ora Sandra Mender a cui era venuto in mente quel racconto che le narrava sempre sua madre da piccola, sembrava essere nella medesima situazione. Mentre Siria si stava spogliando e stendendo su un sofa' in pelle di tender, al colmo del desiderio, ma memore dei suoi allenamenti psichici che gli erano stati impartiti da Belfader, un vecchio erudito che l'aveva introdotta ai poteri psichici, comincio' a concentrarsi. Con la tecnica di visualizzazione di immagini avverse comincio' a costruirsi immagini antiche, immagini da bambina, immagini di un'epoca passata in cui le pulsioni sessuali non si erano ancora formate. Ecco, ancora qualche istante, penso' Sandra. Ora il suo corpo aveva sensazioni da bambina. Non provava piu' attrazione. Mentre la Oner la invitava a giacere con lei, improvvisamente Sandra, con un robotico movimento automatico, si giro' e prese  a correre verso l'uscita dell'Archistore. Avrebbe regolato i conti in seguito con la Oner. Nella sua mente infantilizzatasi all'istante ricordo' quando da bambina uccideva per puro diletto piccoli di Salabrega, degli esseri multiformi minuscoli che se si attaccavano alla pelle procurando pruriti fastidiosi. Lei aveva imparato a catturarli e ad ucciderli schiacciandoli. Cosa che nessuna bambina faceva. 
Sali sulla sua aviomobile e scomparve in un paio di evantini, lasciando che ogni sorta di creatura di quei bassifondi la osservasse come un pranzo appetitoso. Mentre era nell'avioauto con un'altra visualizzazione cerco' di tornare in se' .Ma tornando in se' Sandra Mender della sua eta' attuale, riprese ad avere voglia. Ma ora poteva dirigere quella voglia su qualcun altro. Magari qualcuno di suo gradimento. Accese il computer di bordo e mentre sfiorava altre aviomobili, imposto' il pc sulla ricerca dell'indirizzo segreto di Valtoriani . A quel punto  innesto' il pilota automatico. Di li a poco Sandra sarebbe piombata a casa  di Valtoriani. Gli era sempre piaciuto, Valtoriani. Quella sua aura di mistero, quel suo vizio per la droga che lui usava senza dubbio a fini sessuali. Sostenendo che i benefici superassero di gran lunga le controindicazioni.
La sua aviomobile, cinque evantini dopo quelle sue intuizioni,  stava attraccando nel box di accoglienza di Valtoriani. 
Sandra era un fuoco. E Valtoriani era senz'altro nel suo rifugio. La presenza umana era stata segnalata dal computer di bordo.

sabato 3 ottobre 2015

Capitolo 3

Dopo che Sandra Mender ebbe effettuato il suo allenamento con la velocifer, la sua bici speciale a marce innestate dagli impulsi della mente, fece una doccia. Questa storia della ricetta che potenziava la circolazione sanguigna non la convinceva. O era qualcosa che aveva a che vedere con l'uso  di Spreafina e quindi in qualche modo favorire al massimo la circolazione doveva servire ad amplificare gli effetti della droga . Oppure poteva servire a dissanguare piu' rapidamente la vittima, una volta sgozzata.  Oppure una cosa non escludeva l'altra. Quel Valtoriani le aveva messo parecchie pulci nell'orecche. Usci di casa con l'aviomobile. Interrogo' il computer di bordo. Si fece compilare una lista di Alchistore che vendevano integratori a base di erbe o animali. Ne individuo' due che potevano fare al suo caso. Erano nel barrio 77 di Sanisidro. Una zona a rischio, piena di trafficanti, contrabbandieri, faccendieri e bande di teppisti. Uno degli Alchistore si chiamava Dragonite. Decise di iniziare da quello. Scese con l'aviomobile in zona. Il sole era tramontato e il buio in mezzo ai grattacieli era intenso, l'illuminazione pubblica era fioca. La citta' era alimentata con carne di Tender, un animale allevato per vari scopi , da quello nutrizionale-la sua carne era priva di grassi- a quello energetico. Nonostante le proteste dei Tender Friends, un gruppo di animalisti radicali che si opponeva all'uso dei Tender per scopi alimentari ed energetici. Scese dall'aviomobile ed entro' nell'archistore Dragonite. Al banco di vendita c'era una ragazza con un cappello da vrega, le antiche e leggendarie streghe Oraniane. 
- Salve, mi chiamo Sandra Mender, vorrei qualche informazione sugli intrugli che vendete in questo posto, disse la Mender.
-Non sei carina ad esprimerti in questo modo. Intrugli non e' esattamente una definizione simpatica ed educata e mostra da parte tua una certa ignoranza sull'argomento. Le misture che vendiamo in questo posto risolvono parecchi problemi di salute alla gente, disse la ragazza.
-Hai ragione, non sono partita con il piede giusto. Ma vedi, devi sapere che sto svolgendo delle indagini su un omicidio e vorrei capire cosa c'entra un computer aperto su una pagina con una ricetta che serve a potenziare al massimo la circolazione sanguigna, disse senza perifrasi.
-Capisco, sei della Investio?
-Si.
-Generalmente non forniamo informazioni sui nostri clienti..ne' su quelli che tu chiami intrugli che gli vendiamo.
-Senti un po', come ti chiami, chiese all'improvviso la Mender.
-Siria . Siria Oner, disse la ragazza.
-Senti Siria, noi della Investio sappiamo molto ben ricompensare i nostri informatori. Per il momento ti chiedo una tua opinione sul possibile uso di questo tipo di ricette.
-Sono ricette molto complesse. Non ci sono solo vegetali dentro, ci sono anche bruchi dei deserti e cavallette del pianeta Dissesto, che hanno enormi propieta' fluidificanti del sangue. Quello che posso dirti e che molti usano questi preparati per fluidificare al massimo il sangue e consentire i massimi effetti a dosi massicce di Spreafina o Coternina
-Coternina? Cos'e'?.
-E' una delle piu' potenti droghe afrodisiache, mette addosso una voglia di accoppiarsi mai conosciuta da Oraniano. Si estrae dalla corteccia spinale del Mongodattilo , specie che vive sul pianeta Molburg. E come puoi immaginare, provenendo da un altro pianeta, importarla costa molto. Noi  importiamo il midollo spinale di Mongodattilo e paghiamo una tassa di sdoganamento altissima. La sostanza deve stare ferma in dogana 30 giorni, per motivi di sicurezza sanitaria. Da Molburg provengono dei virus letali per noi Orianiani. Poi estraiamo la droga dal midollo.
-E quali sono gli effetti di questa droga?.
- Ti viene voglia di accoppiarti con qualsiasi essere vivente per giorni. E' molto pericolosa, bisogna dosarla bene. E se circola piu' velocemente nel sangue gli effetti si centuplicano.
- Adrem, impreco' la Mender, ma questo non risolve il mio caso. Perche' la vittima su cui sto indagando e' stata sgozzata con un'arma da taglio e c'e' la possibilita' che sia morta dissanguata in un tempo brevissimo...se aveva assunto questo preparato.
-Gia'. E se era drogato non si e' neanche accorto di chi fosse il suo assassino o delle sue intenzioni.
-Come fai a sapere che la vittima e' un lui?, chiese la Mender.
-Non sono stupida, ho capito che indaghi sulla morte dei Volpos.
-La notizia non deve assolutamente trapelare in nessun modo.
-Stai tranquilla non mi interessa che trapeli. Io sono una modesta farmacista, nient'altro. Le beghe politiche o religiose poco mi interessano. Voglio solo lavorare fino alle vacanze  e poi me ne andro' per qualche evo su Falandor, quel meraviglioso posto dove si fanno bagni di vapore e miele.
- Oh, siiii... mi ci vorrebbe proprio anche a me una  bella vacanza, disse Sandra Mender.
-Beh, se vuoi venire nel retro sono certa che ce la possiamo spassare per un po' di evanti.
-Che intendi?
-Vieni e vedrai.
La Mender giro' alle spalle del banco di vendita e segui la misteriosa Siria  Oner nel retrobottega.
Dietro c'era un giardino di piante colorate e un laghetto, sembrava un piccolo paradiso.
La Oner la fece accomodare su dei divanetti.
-Attendi qui comodamente, torno subito.
Un Papito che era li in mezzo alle piante canto' un aria alquanto funerea.
Cinque minuti dopo la Oner torno' con una tazza  colma di una bevanda verde.
-Bevi, disse , vedrai che ti rilassera'.
La Mender bevve . Dette un altro rapido sorso. Due minuti dopo era nel mondo dei sogni. E nonostante la sua volonta' di non addormentarsi e i suoi allenamenti militari all'uopo, la potente droga l'aveva piegata. Prima di chiudere gli occhi si auguro' solo che non fosse per sempre.