martedì 29 marzo 2016

Capitolo 11

Robert Prokaska era il Numero Uno dei ramiani. Discendente in linea diretta da Rufo, il fondatore della religione ramiana. Dietro tutto quello che stava accadendo, uccisione di Volpos di seconda linea , delitti che si permetteva che si compissero per innalzare nella simpatia popolare quella dei Volpos di livello superiore , i quali  , tra l'altro, stavano complottando una cessione di potere a figli legittimi spacciati per illegittimi, dunque, c'era lui. O perlomeno tutto lo lasciava credere. Secondo gli elementi raccolti dalla Mender. Ma ovviamente non c'erano prove concrete per dimostrarlo. Ora la Mender aveva fatto perdere le sue tracce. Sicuramente era seguita dagli scagnozzi di Sorin. Ora che il sovraintendente Sorin aveva capito che lei sapeva. Quindi per incontrarsi con Valtoriani e mettere a punto una nuova strategia investigativa doveva trovare un luogo sicuro. Lancio' nell'aria una traccia chimica. Valtoriani l'avrebbe rintracciata con il suo identificatore. Sperando che non fosse intercettata da altri segugi che certamente erano al lavoro. Valtoriani non era sospeso, penso' la Mender, dunque ora il braccio esecutivo doveva essere lui. Si sarebbero procurati delle prove. Ma non sarebbe bastato. Bisognava capire quali fossero i veri nemici e gli amici. Era quella la parte piu' difficile.

Due giorni dopo Valtoriani e Sandra Mender erano a colloquio in un rifugio al centro di un bosco di orbani .Il rifugio era stato creato con l'intrico di rami e fogliame di questi alberi resistenti come metalli. Era un luogo sicuro. O almeno cosi pensavano Valtoriani e la Mender.
Valtoriani aveva appena fatto meditazione. Era tutto sudato e i suoi muscoli erano tesi, come se avesse fatto sollevamento pesi con la mente. E i risultati si vedevano sul corpo tonico e madido di sudore. La Mender era uscita con la sua bicicletta in fibra di orbanio, aveva fatto la doccia. Era in perfetta forma. Si sedette asciugandosi i capelli. 
-Come ci muoviamo, Sandor, chiese la Mender.
-Tu non ti devi muovere, te ne stai qui e fai delle ricerche con l' esseics344. Non c'e' computer piu' completo e potente.
-Cosa devo cercare esattamente?
-Mettiamo per ipotesi che Valpetinge abbia ragione. Beh, cerca tutti i volpos di seconda fascia che possono essere vittime facili.
-Buona idea, mi metto subito al lavoro, disse la Mender.
Tramesto' con il touch screen del pc e fece delle ricerche. Cinque minuti dopo aveva gia' la lista completa di quei nomi. Bisognava ora isolare in quell'elenco i soggetti piu' papabili per un attentato.
Valtoriani cerchio' alcuni nomi. Li tolse dalla lista. Erano cinque nomi.
-Perche' questi?Chiese la Mender.
-Sono i meno importanti. E i piu' vulnerabili sul piano della sicurezza.
-Bene, ora pero' come facciamo a capire chi sara' il prossimo?
Valtoriani isolo' due nomi. Poi osservo' la Mender.
-Sono questi due i prossimi. Chi sara' il primo dei due tocca a te stabilirlo. Mi fidero' del tuo fiuto. E del calcolo delle probabilita'.
Sandra Mender studio' quei nomi. Resto' assorta per qualche evantino. Poi con il dito sul touch screeen isolo' un nome: Herbert Rozencranz. 
-Lui, disse.
-Va bene...non ti chiedero' che criterio hai seguito. A volte l'intuito e' il miglior criterio. Ho visto che ti sei concentrata. Non voglio sapere come hai fatto. Ma ti diro' una cosa. Anche io avrei detto quel nome.
-Perche', chiese Sandra Mender.
-Perche' e' un volpos inviso alla magior parte dei volpos...per le sue idee che apparentemente sembrano di cambiamento, ma che  in realta' propugnano un cambiamento volto al ritorno alla purezza primigenia del culto Ram. Insomma un riformista ma conservatore. Una vittima ideale per sposare gli interessi di Valpetinge con quelli dei volpos "superiori".
-Il ragionamento fila.
-Mi metto in movimento, non c'e' tempo da perdere. Mi metto una telecamera nel bavero della fardisa, quella in tessuto di orbanio anti raggi delta. Cosi potrai seguirmi restandotene qui nel rifugio.
-Va bene, Sandor, disse la Mender.
Valtoriani la bacio'. Sandra lo lascio' fare. Valtoriani le sorrise.
-Ci vediamo , disse Valtoriani.
Dieci evantini dopo Valtoriani sfrecciava con la sua aviomobile sul bosco di orbani che nascondeva il rifugio di Sandra Mender. Diretto verso la sacra dimora di Herbert Rozencranz. Sicuro che la prossima vittima di Valpetinge sarebbe potuto essere lui.

giovedì 17 marzo 2016

Capitolo 10

Tornarono su Orio. Sandra Mender si presento' in ufficio , alla Investio, in perfetto orario. Il sovraintendente Sorin la chiamo' a rapporto. La Mender entro' nel suo ufficio , di Sorin e lo vide seduto alla sua scrivania ipertecnologica.
-Saluto, Agente Mender, ho esaminato i video dell'attentato che ha subito e devo dire che ha avuto fortuna.
-Come fa ad avere quelle immagini?
-Sono delle telecamere interne dell'albergo. Niente di trascendentale.
-Mmmh...e lei , Sovraintendente Sorin, che idea si e' fatto?
-Non lo so , esattamente...stiamo investigando. Intanto mi dica cosa ci faceva a Fortal, sul pianeta Dissesto
-Non mi dica che non lo sa , perche' non la bevo.
-Valpetinge?
-Esatto!
-Si...ha goduto di un'amnistia ed e' stato liberato. A quanto ne sappiamo la sua organizzazione si e' estinta e non opera piu' in alcun modo, come mai lo cercava?
-Sospetto che sia dietro l'uccisione dei Volpos.
-Lei crede? Disse Sorin fingendosi sorpreso.
-Certo, disse la Mender con un tono sarcastico.
-E quale elementi possiede a suffragio di questa tesi? Chiese Sorin.
-Valpetinge sostiene che ci sia un complotto dei Volpos, i quali avrebbero segretamente adottato dei figli apparentemente orfani, in realta' naturali dei volpos stessi, allo scopo di perpetuare il loro potere.
-Una tesi alquanto ardita, non crede agente Mender? Ha qualche prova a beneficio di questa tesi strampalata?
-Ho parlato con Valpetinge . Ed e' lui che lo sostiene.
-Ma quale credibilita' puo' avere uno come Valpetinge. Ma andiamo, agente Mender, dovrebbe verificare meglio le sue fonti.
-Al momento non ho prove. Ero andata su Dissesto per procurarmele.
-Inseguendo cotante ubbie? Ma andiamo, dovrebbe avere piu' cura del denaro pubblico speso per finanziare indagini sulla sicurezza planetaria, non crede?
-Sono a tanto cosi per provare quello che dico.
-Immagino che queste teorie fantasiose le siano state instillate dal suo amante, il famoso Valtoriani, un investigatore dalle indubbie abilita' ma non troppo ben considerato fra le nostre alte sfere. Se non altro per l'uso continuo di droghe che gli avrebbero ottenebrato il cervello.
Ma Mender osservo' Sorin. Era calvo, un fisico asciutto, occhi vitrei e alito pungente come di chi avesse un apparato gastrico costantemente messo a dura prova da superiori esigenti. Esigenti e minacciosi, credette la Mender.
-Le proibisco di continuare questa indagine dissennata. Diriga i suoi sforzi investigativi sull'ipotesi al momento piu' accreditata. Che e' quella del serial killer.
- Non ci sono prove neppure dell'esistenza di questo fantomatico individuo, reclamo' la Mender.
-Ma fra le due ipotesi e' quella che seguira', dico bene Agente Mender?, disse Sorin. E le fece un sorrisetto sardonico.
-Senta un po', Sorin. Quelli che hanno tentato di farmi fuori erano agenti della Investio. Li ha mandati lei?
-Ma come si permette di fare una simile illazione. E' fortunata se non la metto agli arresti. Ma come le viene in mente? E a che scopo?
-Distogliermi dalla verita'.
-Questo e' troppo, si consideri in stato di fermo. Da questo momento e' indagata. Mi riconsegni il badge identificativo e la pistola a raggi delta. Lei e' sospesa fino a nuovo ordine. In considerazione dei servigi resi in passato per la nostra organizzazione non le sospendo gli emolumenti. Puo' andare!
La Mender riconsegno' il badge e la pistola a raggi delta. Tanto nel suo appartamento aveva una sorta di arsenale.
Prima di uscire dall'ufficio di Sorin si rivolse ancora a lui.
-Non mi ha risposto, Sorin, li ha mandati lei?
-No, disse Sorin, contenta? Saluto!

La Mender prese l'avioauto e si diresse al suo appartamento.
Mentre solcava i cieli fitti di aviomobili la raggiunse una chiamata sull'IT455.
Era Valtoriani. Apparve la sua immagine a torso nudo.
-Fammi indovinare, disse, sei stata sospesa , vero?
-Come fai a saperlo?
-Lo immaginavo...dovevi tenere la bocca chiusa sull'indagine. Hai sommesso un errore. Adesso li hai messi in allarme. D'ora in poi faranno attenzione a quello che fanno. E ...sono preoccupato per te. Potrebbero tentare di eliminarti. Ormai sai troppo.
-Non preoccuparti, ho deciso di rifugiarmi in un luogo che nessuno conosce. Non certo nella mia dimora. Ho un rifugio sotterraneo di cui nessuno conosce l'esistenza nel quadrante 77 di Sanisidro.
-Come facciamo a comunicare?
-A che scopo?
-Non vorrai mica lasciar perdere l'indagine?
-Ufficialmente sono fuori.
-Ufficialmente, disse Valtoriani, ma ufficiosamente sai che continueremo. Le forze in campo ora sono decisamente aumentate di numero. E vorrei scoprire chi manovra Sorin. Quel pupazzo di latta.
-Ok, lascero' una traccia chimica e tu la identificherai con il tuo identificatore a fibre ottiche, ok?
-Va bene. Vai a riposarti ora. E fai molta attenzione a non farti seguire.Chiudo. Ci sentiamo presto. Ho delle cose da fare. Seguo una traccia e non la voglio lasciar perdere. Non ci crederai ma tutto quello che sta accadendo secondo me porta a Numero Uno. 
-Chi, il capo supremo dei Ramiani? L'indiscusso profeta che comanda senza incarichi ufficiali?
-Esatto!Ti contattero' presto...anche perche' mi piaci...ho voglia di te!
-Anche tu mi piaci. Ma non lo so se ho voglia di te, disse la Mender. Sorrise beffardamente e chiuse la comunicazione.